14 settembre 2012

Le mie ricette - Supplì di orzo e taleggio, al profumo di timo


Una ricetta di puro recupero, fatta per non buttare un avanzo di orzo, residuo del gulasch mediterraneo pubblicato ieri.

Cosa ci faccio, cosa non ci faccio...alla fine la scelta è caduta sui supplì, che piacciono praticamente a tutti, inclusi i miei figli, cosa non da poco.

Per quanto riguarda la preparazione dell’orzo, riporto qui esattamente la stessa ricetta usata nel gulasch, se non altro per evitarvi di navigare troppo tra un link e l’altro.

Ingredienti (per 5 o 6 supplì)
  1. Due etti di orzo perlato
  2. Cinquanta grammi di taleggio
  3. Altri cinque o sei cubetti di taleggio (per il cuore dei supplì)
  4. Una decina di rametti di timo
  5. Due uova
  6. Pangrattato
  7. Olio per friggere (oliva o arachide)
  8. Sale e pepe

Per la preparazione dell’orzo, che suggerisco di procedere con un certo anticipo, anche il giorno prima, in modo da dargli il tempo di compattarsi e rendere più facile la preparazione dei supplì.

Prendete quindi l'orzo e lavatelo per benino in acqua corrente, poi mettetelo in una casseruola, insieme ad una quantità d'acqua pari a quattro volte il peso dell'orzo, e portate sul fuoco.

Portate ad ebollizione, poi abbassate la fiamma e fate cuocere fino a completa cottura - ci vorranno circa quaranta minuti - aggiungendo altra acqua, ovviamente a bollore, nel caso il tutto si asciugasse troppo.

Tenete comunque presente che l'orzo, a fine cottura, dovrà risultare come un risotto ben fermo, per cui aggiungete acqua sempre in quantità ridotta.

Tanto che l’orzo si cuoce, tagliate il taleggio a dadini, ricordandovi di farne alcuni un poco più grandi, che poi userete come cuore dei supplì.

Quanto l'orzo è cotto e della giusta densità, spegnete ed aggiungete il taleggio e le foglioline di timo.

Mescolate per bene, fino a quando il taleggio si sarà squagliato del tutto e fate freddare, prima a temperatura ambiente e poi in frigo, per almeno un paio d’ore, poi tirate fuori e preparatevi alla fase finale.

Lavatevi le manine e prendete un po' di orzo con la mano, dategli la forma che preferite, infilateci dentro un pezzetto di taleggio e rimodellate il tutto in modo che il formaggio finisca effettivamente al centro del supplì.

Sbattete le due uova, passateci uno ad uno i supplì e poi "rotolateli" del pangrattato, in modo che questo li ricopra uniformemente.

Mettete una padella sul fuoco, grande abbastanza da contenere a misura i supplì, metteteci abbondante olio (meglio quello di arachide, dato che quello di oliva, a parte il costo, lascia un sapore molto deciso), in modo che i supplì, una volta immersi, siano nell'olio almeno fino alla loro metà.

Accendete il fuoco, scaldate l'olio a 160° (ve lo siete comprato 'sto termometro ?) e friggete i supplì, girandoli in modo da avere una cottura uniforme. Mi raccomando, girateli solo quando la parte nell'olio è ben croccante, diciamo dopo circa 2/3 minuti dalla prima immersione.

Se l'olio è in quantità giusta, sarà necessaria una sola "girata" (per cuocere i due emisferi del supplì) , altrimenti regolatevi di conseguenza.

Scolate i supplì e fateli raffreddate giusto qualche minuto su un piatto ricoperto di carta da cucina o per frittura. Non addentate i supplì appena cotti dato che l'effetto sarebbe quello del pomodorino di guarnizione di Fantozzi.

Impiattate, anche se devo ammettere che per i supplì c’è poco da impiattare, portateli in tavola e mangiateli rigorosamente con le mani, alla faccia di Monsignor Della Casa.

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