A volte le cose nascono quasi per caso e
le cogli e le vivi così rapidamente che hai poi bisogno di rifletterci sopra
per apprezzare al meglio ciò che ti hanno dato.
Scusate l’incipit quasi profondo, ma è
la prima cosa che mi è venuta in mente quando ho deciso di raccontarvi
l’esperienza vissuta ai Campionati Italiani della Cucina 2017,
quest’anno alla loro seconda edizione, in quel di Rimini, organizzati dalla Federazione Italiana Cuochi (FIC).
Tutto nacque per caso, come ho detto, e
il caso, in questo caso (perdonatemi il gioco di parole) si è materializzato in
un Contest, organizzato dalla FIC e da Slowthinking, che metteva in palio la possibilità di far parte della giuria che avrebbe
assegnato il “premio della stampa” al concorso a squadre per la cucina
regionale.
“Contest non ti temo!”, mi son
detto, per cui ho riposto gli utensili, preso la penna - il contest prevedeva
come prova la “recensione” di una ricetta di un altro Food Blogger -
rispolverato il mio italiano scritto, per cimentarmi nell’ardua prova,
descritta in questo Post, scoprendo poi con molta sorpresa (MODE IRONIA ON:
vabbè, dai, lo dico perché educazione vuole che si dicano frasi del genere,
quando in realtà, se non fossi stato selezionato, l’onta sarebbe stata
insopportabile, facendomi gridare al complotto, fedele alla regola non scritta
che “si vince sempre per i propri meriti
e si perde sempre perché-qualcuno-ha-voluto-così”).
Insomma, fui selezionato! Naturalmente
me ne bullai con la famiglia, gli amici e i colleghi, facendo pure un minimo di
overselling su quello che sarebbe
stato il mio ruolo. Lo feci, anche se non avrei voluto farlo, ma questo succede
quando non si tiene a bada il proprio ego.