Giusto perché non sapevo cosa fare e smaniavo in cucina,
quasi fossi un animale in gabbia, che ho pensato a un’insalatina, usando un
calamaro che avevo preso non so bene perché e altri ingredienti che avevo
sottomano.
Non proprio un fulgido esempio di cucina ragionata, ma d’altra parte si vive
anche d’improvvisazione.
Quindi un’insalata, dove l’elemento centrale è il
calamaro, che dopo averlo tagliato alla julienne,
l’ho cotto sottovuoto a bassa temperatura - 63° per quindici minuti - in modo
che rimanesse morbidissimo, come solo questo tipo di cottura permette di fare,
condito poi con olio extravergine di oliva, sale marino, scorza di limone
grattugiata e un poco di pepe di Sichuan,
un pepe più gentile rispetto al più
classico pepe nero comune.
A completare l’insalata, l’indivia, condita con una
leggera emulsione di olio extravergine e aceto balsamico, poi i pinoli, tostati
in padella con del sale marino, e infine l’arancia, pelata al vivo e poi
tagliata in pezzi.
Tutto qui, per un piatto fresco e semplice da preparare,
anche considerando che, se preferite, il calamaro può anche essere lasciato
crudo, cosa che io non ho fatto - ma avrei voluto fare, ad essere sincero -
dato che non ho avuto il tempo per abbatterlo,
eliminando quindi il rischio di Anisakis.
