16 giugno 2015

Mignon di Parmigiano Reggiano, con purè di piselli, maionese d’aglio e sfoglia di cipolla di Tropea




Un concorso molto particolare e sfidante, a dirla tutta, visto che le ricette proposte dovevano soddisfare il vincolo di essere fatte usando solo quattro ingredienti, uno dei quali doveva ovviamente essere il Parmigiano Reggiano, scelto in una delle sue tre stagionature.

Oltre ai quattro ingredienti principali, poi, si potevano ovviamente includere i tradizionali “q.b.” (“quanto basta”), scelti però solo tra: acqua, olio, sale, aceto, spezie, erbe aromatiche e zucchero. Le preparazioni di base, come ad esempio pasta, creme e brodi, venivano comunque considerate come unico ingrediente.

Bene, con le regole bene in mente, ho deciso, come prima ricetta (il concorso ammetteva di presentare fino a tre ricette, che poi seguiranno), di preparare un piccolo antipasto, direi un amuse-bouche (che suona più fighetto) che nella forma ricorda la classica pasticceria mignon.

La base è una cialda di parmigiano - ho usato quello stagionato 12 mesi, dato che volevo un sapore piuttosto delicato - che ho poi riempito con un purè di piselli in purezza, cioè lavorato a freddo con la sola aggiunta di olio extravergine di oliva e poco pepe.

A completare il piatto, una maionese d’aglio delicata - ho usato l’ottimo aglio rosso di Sulmona - lavorata dopo la classica bollitura degli spicchi in acqua per dieci volte (nel dubbio, per non aggiungere un ulteriore ingrediente, ho omesso l'ultima bollitura nel latte), e delle sfoglie di cipolla di Tropea, cotte prima in un leggerissimo agrodolce e poi essiccate in forno.

In definitiva, quindi, i miei quattro ingredienti sono stati: Parmigiano Reggiano stagionato 12 mesi, piselli freschi, cipolla di Tropea e aglio rosso di Sulmona.

Per quanto riguarda l’attrezzatura, l’unica attenzione va posta in quella per dare la giusta forma alla base dei mignon, per la qual cosa io ho usato degli stampi circolari per il taglio e degli stampi per Mini Muffin, di circa quattro centimetri di diametro, per la forma finale. Voi, se non li avete, potete usare un bicchiere capovolto e un coltellino affilato per il taglio e qualsiasi cosa che abbia una forma convessa, come ad esempio una tazzina da caffè messa sottosopra, per la forma.

Consigliata infine una Sac à Poche con relativi beccucci.

Ingredienti (per 4 persone)
  1. Due etti di Parmigiano Reggiano con stagionatura 12 mesi
  2. Due cipolle di Tropea
  3. Due etti e mezzo di piselli freschi, pesati già sgranati
  4. Dieci spicchi d’aglio rosso di Sulmona (o altro tipo)
  5. Olio extravergine di oliva
  6. Olio di semi (arachide o altro)
  7. Aceto di vino bianco
  8. Zucchero
  9. Sale e pepe bianco

Partite con le sfoglia di cipolla di Tropea, l'elemento che richiede il tempo di preparazione più lungo, pulendo le cipolle eliminandone lo strato più esterno e le due estremità.

Prendete poi una casseruola dove le cipolle possano stare senza troppo spreco di spazio, unite un litro e mezzo di acqua, due cucchiai di aceto di vino, un cucchiaio raso di zucchero ed uno, sempre raso, di sale.

Portate la casseruola sul fuoco e quando l'acqua è a bollore leggero unite le cipolle, che lascerete intere, coprite con il coperchio e fate cuocere a fiamma minima fino a quando le cipolle non saranno molto morbide, cosa che dovrebbe richiedere circa un'ora.

Piccola nota, le cipolla dovrebbero rimanere immerse nell'acqua, per cui, nel caso usaste una casseruola più larga, aumentate la quantità d'acqua e quelle corrispondenti di aceto, zucchero e sale, in modo da avere un livello sufficiente all'immersione.

Quando le cipolle sono cotte, scolatele per bene e mettetele nel bicchiere del frullatore, tradizionale o a immersione, insieme a mezzo mestolo della loro acqua di cottura, quindi fate andare alla massima velocità fino ad ottenere un composto fluido, piuttosto liquido e senza più traccia di residui solidi.

Prendete una teglia e mettete sul suo fondo un pezzo di carta da forno, versandoci poi la cipolla frullata, che distribuirete in modo omogeneo dando qualche colpetto sul fondo della teglia, fino ad ottenere uno strato di spessore costante di circa un paio di millimetri.

Infornate a 90°, facendo essiccare le cipolle frullate per circa un paio d'ore e comunque fino a quando non avrete ottenuto una sfoglia ben croccante, il cui spessore, per effetto dell'evaporazione dell'acqua, sarà diventato sottilissimo.

Non abbiate fretta e non alzate la temperatura, dato che la sfoglia si crea per essiccazione e non per cottura e 90° è la giusta temperatura per far evaporare l'acqua in modo non traumatico.

Tirate fuori dal forno e fate freddare la sfoglia in un luogo asciutto, per evitare che perda la sua croccantezza, quindi separatela con delicatezza dal foglio di carta da forno alla quale, vedrete, si sarà attaccata e ricavatene dei pezzi più piccoli - potete farlo con le mani o aiutandovi con delle forbici da cucina - che poi userete al momento di impiattare.

Dopo le cipolle dedicatevi alla preparazione delle cialde di parmigiano con le quali realizzerete la base dei mignon, preparazione che potete fare con un minimo di anticipo, meglio se procedendo poche alla volta, in modo da gestire al meglio il processo di riscaldamento e raffreddamento.

Grattugiate il parmigiano, poi prendete un padellino anti-aderente, possibilmente con i bordi bassi, tipo quelli usati per fare le crepes, di diametro non eccessivo, direi intorno ai venti centimetri.

Mettete nel padellino una prima dose di parmigiano, in modo da creare un disco che abbia un diametro pari a quello del padellino e uno spessore costante, di circa tre o quattro millimetri, esercitando poi una leggera pressione sul parmigiano, in modo che questo risulti ben compatto e senza buchi.

Portate il padellino sul fuoco a fiamma media, ed aspettate che il formaggio cominci a sciogliersi e a compattarsi, facendo andare il tutto per circa tre o quattro minuti, in modo che il lato a contatto con il padellino prenda un leggero colore.

Togliete il padellino dal fuoco e aspettate un paio di minuti, in modo che il formaggio si rapprenda un pochino, poi usando una spatola con i bordi molto sottili, staccate delicatamente il formaggio dal padellino e rigiratelo, portando nuovamente sul fuoco, in modo da far colorare anche l’altro lato (al di là dei tempi dati, usate anche il vostro occhio, considerando che il parmigiano non deve sciogliersi, ma solo ammorbidirsi e colorarsi).

Togliete nuovamente il padellino dal fuoco, aspettate giusto un minuto e poi, usando sempre la spatola, spostate il disco sul tagliere e, usando lo stampo circolare che avete scelto, esercitate una decisa pressione, in modo da ricavare i dischi più piccoli.

Agendo rapidamente e usando gli stampi (o quello che avete scelto), date la forma alle basi, mantenendo una pressione costante fino a quando il parmigiano, raffreddandosi, non si indurirà mantenendola.

Nel caso vi accorgeste che il disco si è indurito troppo, cosa che vi impedirebbe il taglio per ricavarne i dischi più piccoli, rimettetelo sul padellino e riportatelo sul fuoco per una ventina di secondi, in modo che recuperi la sua morbidezza e, quindi, vi consenta il taglio.

Dopo che avete ricavato il primo insieme di basi, fate freddare il padellino e ripetete tutti i passaggi fino ad esaurire il parmigiano (con la dose indicata dovreste poter ottenere dieci o dodici basi, considerando che un po’ di scarto lo avrete in virtù dei tagli circolari che farete).

Vabbè, sembra lungo e complicato, ma vedrete che è quasi più lungo a spiegarlo che a farlo, credetemi.

Mettete le basi da parte, in luogo non umido altrimenti si ammorbidiranno, e dedicatevi alla maionese d'aglio, la cui preparazione richiede un po' di pazienza, vista la necessità di una bella serie di bolliture.

Per prima cosa mettete a scaldare un paio di litri d'acqua, portandola a bollore leggero, poi prendete un piccolo pentolino, che dovrà contenere solamente gli spicchi d'aglio.

Tanto che l'acqua si scalda, togliete la buccia agli spicchi d'aglio e, se questi non sono freschi, tagliateli a metà e rimuovete l'anima centrale, di colore verde.

Mettete gli spicchi d'aglio nel pentolino, poi quando l'acqua raggiunge il bollore, prendetene un paio di mestoli e versatela nel pentolino, che porterete sul fuoco, continuando a far bollire l'acqua con l'aglio per tre minuti.

Trascorso il tempo, scolate gli spicchi e buttate via l'acqua nella quale hanno bollito, poi prendete nuovamente un paio di mestoli di quella che bolle nella pentola, mettetela nel pentolino insieme agli spicchi d'aglio appena scolati e fate bollire, di nuovo, per tre minuti.

Ripetete la sequenza fino a far bollire l'aglio per dieci volte (se volete, non avendo voi i vincoli del concorso, potete fare l'ultima bollitura nel latte), sempre cambiando la sua acqua, quindi scolate definitivamente l'aglio e facendolo asciugare all'aria.

Mettete l'aglio in una ciotolina e lavoratelo con un piccola frusta esattamente come se doveste preparare una maionese - il paragone vale anche per la densità finale della crema - incorporando i due tipi di olio, quello di semi e quello extravergine, salando e pepando secondo il vostro gusto, fino ad ottenere un composto cremoso.

Se avete fretta, potete anche ottenere la maionese usando un frullatore ad immersione e lavorando fino ad ottenere un composto fluido.

In ogni caso, dopo che la maionese è pronta, setacciatela usando un colino di metallo con le maglie molto fini, aiutandovi con il dorso di un cucchiaio con il quale premerete l'aglio sulle sue maglie, raccogliendo la maionese in una tazza o, meglio ancora e se lo avete, in un biberon da cucina, che vi consentirà poi di dosare la crema con maggiore precisione.

Dopo la maionese d'aglio è il turno del purè di piselli, ultima cosa da fare prima di comporre il piatto.

Prendete una casseruola, riempitela d’acqua, salatela leggermente e portatela sul fuoco e, tanto che l’acqua si scalda, prendete una ciotola bella grande e riempitela con acqua freddissima, magari aggiungendo anche del ghiaccio o, se non l'avete, mettendo la ciotola con l'acqua nel frigorifero.

Quando l'acqua per la cottura è a bollore, tuffateci i piselli e fateli cuocere giusto il tempo necessario a renderli morbidi, cosa che dovrebbe richiedere tra i cinque e gli otto minuti e, quando sono cotti, prelevateli con un mestolo bucato e travasateli nell’acqua ghiacciata, in modo da mantenerne il loro bel colore verde brillante.

Togliete i piselli dall’acqua ghiacciata, fateli scolare per benino e poi passateli al passa verdure usando un disco con i fori piccoli - qui non va bene il frullatore, che richiederebbe l'aggiunta di liquido per poter fare il suo lavoro, con la conseguenza di ottenere però un composto troppo fluido - raccogliendone la polpa in una ciotola.

Aggiungete alla polpa dei piselli due cucchiai di olio extravergine di oliva, una leggera macinata di pepe bianco e poi regolate di sale, lavorando il composto con una forchetta in modo da amalgamarlo alla perfezione.

Prendete una sac à poche, scegliete un beccuccio adatto e mettete il purè di piselli nella sacca, mettendo il tutto nel frigorifero nel caso non lo vogliate utilizzare subito.

Bene, ci siamo e non resta che comporre il piatto, usando la sac à poche per distribuire il purè di piselli all'interno delle basi in parmigiano e poi aggiungendo un poco di maionese all'aglio in cima al purè, quasi a ricordare la glassa che a volte viene messa sui mignon di pasticceria.

Completate con le sfoglie di cipolla di Tropea, che dovete disporre all'ultimo momento, altrimenti l'umidità del purè farà loro perdere immediatamente la croccantezza, quindi guarnite come più vi piace e portate in tavola.

Buon appetito. 

15 giugno 2015

Risotto olio, fave e pecorino



Con questa ricetta partecipo al Contest "Rice Food Blogger 2016 - Chef Giuseppina Carboni ", organizzato da Risate e Risotti e con la collaborazione del Campus Etoile Academy e del Comune di Lucignano (AR)

Come tutti i romani sicuramente sapranno - ma non solo i romani, spero - le fave e il pecorino sono i compagni fedeli delle "gite fori porta", che portano i romani, nei giorni di festa, a passare spensierate giornate nella campagna romana, giornate che ovviamente sono poi coronate da opportune libagioni.

Questo ricordo, coniugato con l'occasione offerta dal concorso in questione, ha fatto scoccare in me la piccola scintilla dell'illuminazione, facendomi decidere che uno dei piatti che avrei presentato doveva necessariamente mettere insieme questi due ingredienti, tanto buoni quanto poveri.

Confessando però serenamente che le fave fresche, mangiate crude, a me non sono mai particolarmente piaciute, ho deciso di usarle, ridotte in crema, per un risotto che celebrasse in ogni caso il magico abbinamento con il pecorino romano.

Un risotto in semplicità, preparato usando l'olio extravergine al posto del burro, che sinceramente trovavo difficilmente abbinabile alle fave, e senza usare soffritti di alcun genere.

12 giugno 2015

Spaghetti con pesce spada, zucchine romanesche in doppia cottura, menta romana e pistacchi



Ecco, dopo la prima, la seconda variazione sul pesce spada e sulle zucchine romanesche.

Questa volta, ad accompagnare il pesce spada, le zucchine romanesche in una loro doppia cottura, dato che un parte le ho usate per una crema al profumo di menta romana e l'altra per una veloce frittura, in modo da rendere le zucchine, tagliate a rondelle, in parte croccanti.

Come elemento veramente croccante del piatto - le zucchine fritte, ovviamente, si ammorbidiscono nel momento in cui vengono unite al condimento - i pistacchi ridotti grossolanamente in pezzi, in modo che siano ben percepibili nella loro consistenza.

Ingredienti (per 6 persone)
  1. Mezzo chilo di spaghetti
  2. Sei zucchine romanesche di medie dimensioni
  3. Tre etti di polpa di pesce spada
  4. Tre cucchiai di pistacchi sgusciati e non salati
  5. Una ventina di foglioline di menta romana
  6. Due spicchi d’aglio
  7. Mezzo bicchiere di vino bianco (opzionale)
  8. Olio per frigger (oliva o arachide)
  9. Olio extravergine di oliva
  10. Sale e pepe nero

Dedicatevi per prima cosa alla crema di zucchine, prendendo due delle sei zucchine - la crema servirà principalmente a rendere più cremosa la pasta, per cui la sua quantità sarà piuttosto ridotta - e tagliandole grossolanamente in pezzi, giusto per ridurre il loro tempo di cottura.

Prendete poi una ciotola bella grande e riempitela con acqua freddissima, magari aggiungendo anche del ghiaccio o, se non l'avete, mettendo la ciotola con l'acqua nel frigorifero.

Portate poi a bollore abbondante acqua leggermente salata con del sale grosso e, quando questo è raggiunto, tuffateci le zucchine e fatele cuocere giusto il tempo necessario a renderle morbide, cosa che dovrebbe richiedere tra i dieci e i quindici minuti.

Quando le zucchine sono morbide, prendetele con un mestolo bucato e travasatele nell’acqua ghiacciata, in modo da fermane la cottura e mantenerne il loro bel colore verde.

Togliete le zucchine dall’acqua ghiacciata, fatele scolare per benino e poi mettetele nel bicchiere del frullatore, tradizionale o a immersione, insieme a mezzo mestolo scarso della loro acqua di cottura, a quattro cucchiai di olio extravergine e alle foglioline di menta romana.

Fate andare il frullatore una prima volta, in modo da valutare la densità della crema e, nel caso, unite altra acqua per rendere il tutto più fluido, tenendo presente che la crema dovrà avere una fluidità simile a quella di una passata di pomodoro.

Continuate a frullare fino a quando avrete ottenuto un composto liscio e senza residui solidi, quindi assaggiate e nel caso regolate di sale e, considerando che la userete insieme al condimento per la pasta, direi che potete evitare di setacciarla per eliminare ogni più piccolo residuo.

Mettete da parte la crema di zucchine e dedicatevi ai pistacchi, che metterete sul tagliere e, usando un coltello con la lama piuttosto grande, romperete grossolanamente in pezzi irregolari, nella forma e nella dimensione, in modo che questi siano poi chiaramente percepibili quando vi mangerete il tutto.

Dedicatevi infine al pesce spada, che pulirete eliminandone la pelle e le cartilagini interne, e taglierete a dadini di circa un centimetro di lato.

Prendete una padella, sufficientemente ampia da contenere la pasta e tutto il suo condimento, ungetela con abbondante olio extravergine e unite gli spicchi d’aglio sbucciati e leggermente schiacciati.

Fate scaldare l’olio e lasciate che l’aglio possa sfrigolare fino a dorarsi, poi toglietelo e unite il pesce spada, facendolo rosolare per un paio di minuti a fuoco vivace.

Se volete, aggiungete il vino al pesce spada - io non l’ho fatto, dato che preferisco non contaminare il pesce - e fatelo sfumare, continuando la cottura a fiamma vivace per non più di otto o dieci minuti, in modo da non stracuocere il pesce e, al tempo stesso, per lasciare un abbondante fondo di cottura che sarà fondamentale per la mantecatura finale.

Quando il pesce è cotto, spegnete la fiamma e unite la crema di zucchine alla menta romana, mescolando in modo da amalgamare il tutto, poi coprite con il coperchio e tenete al calduccio.

Mettete in una ampia pentola l'acqua per la pasta, salatela e portatela sul fuoco e, in attesa del bollore, tagliate le rimanenti zucchine a rondelle, spesse non più di mezzo centimetro.

Prendete poi una padella adatta alla frittura - io uso generalmente un classico wok - metteteci abbondante olio per friggere e portatelo alla temperatura di 170°, regolandovi con i tempi considerando che comincerete a friggere nel momento in cui metterete in cottura gli spaghetti.

Quando l'acqua della pasta è a bollore, tuffateci gli spaghetti e, parallelamente, mettete a friggere le zucchine, non tutte insieme, facendole andare per circa cinque minuti, in modo che comincino a dorarsi ma senza scurirsi troppo.

Non appena le zucchine sono pronte, prendetele con un mestolo bucato (a Roma detto anche schiumarola) e mettetele su un piatto, sul quale avrete prima messo qualche foglio di carta da cucina o per frittura, in modo da assorbire l'olio in eccesso, quindi salatele e proseguite con la frittura delle zucchine rimanenti.

Quando mancano pochi minuti alla fine della cottura della pasta, prendete una tazza e prelevate un po' dell'acqua, ricca di amido, che vi servirà per la mantecatura finale.

Sempre prima di scolare la pasta, rimettete sul fuoco la padella con il condimento, in modo che questo sia ben caldo nel momento in cui procederete con la mantecatura.

Quando la pasta è cotta, scolatela, lasciandola umida, e travasatela nella padella dove l’aspetta il condimento.

Riportate la padella sul fuoco, alzate la fiamma al massimo, e mescolate in modo da procedere con la mantecatura, aggiungendo gradualmente l’acqua messa da parte e facendo in modo che la pasta risulti cremosa, interrompendo la mantecatura quando vedete che il fondo comincia, per effetto della completa evaporazione dell’acqua residua, a ridursi troppo.

Spegnete la fiamma e unite le zucchine fritte e i pistacchi ridotti in pezzi, dando una ulteriore e veloce mescolata in modo da distribuire entrambi in modo omogeneo.

Impiattate, date poi un leggero giro d'olio extravergine su ciascuna porzione, poi portate rapidamente a tavola.

Buon appetito.

9 giugno 2015

Pomodori Marinda, burrata e crostini, serviti con la loro emulsione alla colatura di alici



Lo dico subito: questa più che una ricetta è un modo di assemblare ingredienti, visto che la preparazione è minima e i sapori sono volutamente mantenuti distinti, alla ricerca del loro equilibrio.

Come spesso accade, tutto è nato da un ospite benvenuto ma inatteso e che, in un giorno di festa, con i negozi chiusi, mi ha costretto a preparare qualcosa con quello che avevo in casa.

A tale proposito, mi hanno salvato dei pomodori Marinda - oramai gli ultimi della stagione, cosa che si evince anche dal loro colore - e una burrata che, forse presagendo qualcosa, avevo comprato il giorno prima.

Partendo da questi due ingredienti principali, ho pensato ad una sorta di insalata caprese rivisitata, dove la burrata forse servita all'interno dei pomodori, accompagnando poi il tutto con dei crostini di pane e con un'emulsione fatta con la parte interna dei pomodori e impreziosita con qualche foglia di basilico e con un poco di colatura di alici.

Ingredienti (per 4 persone)

Per i pomodori
  1. Otto pomodori Marinda non troppo maturi
  2. Un etto di burrata
  3. Due fette di pane casareccio
  4. Olio extravergine di oliva
  5. Sale
Per l'emulsione di pomodori
  1. La parte interna dei pomodori Marinda
  2. Un cucchiaio di colatura di alici
  3. Otto foglie di basilico
  4. Olio extravergine di oliva
  5. Sale e pepe bianco

Bene, per prima cosa dedicatevi ai pomodori, che laverete e ai quali toglierete poi il cappello, facendo un taglio a circa tre quarti della loro altezza (un po' come si fa quando si preparano i pomodori con il riso).

Usando un coltellino e un cucchiaino, agendo con delicatezza, svuotate i pomodori, tenendo da parte il loro interno, cercando nel caso di eliminarne i semi e mettendolo nel bicchiere del frullatore tradizionale o di quello a immersione.

Controllate che i pomodori possano rimanere ben stabili se appoggiati su un piano e, in caso contrario, tagliate via un piccolo pezzo della loro punta che spesso si trova nella parte inferiore, in modo da recuperare la giusta stabilità.

Salate leggermente i pomodori al loro interno, quindi metteteli capovolti sul tagliere, che inclinerete leggermente in modo che l'acqua rilasciata dai pomodori possa colar via.

Lasciate i pomodori sul tagliere per una mezz'ora e, nel frattempo, preparate l'emulsione di pomodoro, aggiungendo nel bicchiere del frullatore dove li avete messi un cucchiaio di colatura di alici, una leggera macinata di pepe bianco, le foglie di basilico e quattro cucchiai d'olio extravergine.

Fate andare il frullatore in modo da eliminare qualsiasi residuo solido, poi assaggiate e nel caso salate, anche se la colatura di alici dovrebbe aver già dato la giusta sapidità.

Se usate il frullatore a immersione, fatelo lavorare in parte fuori dal composto, in modo da agevolare l’incorporamento dell’aria, cosa che donerà all'emulsione una consistenza spumosa e piacevole.

Se lo avete, mettete l'emulsione di pomodoro in un biberon da cucina, in modo che poi sia più facile dosarla quando comporrete i piatti.

Preparate ora i crostini di pane, eliminando la crosta dalle fette - scegliete un pane casareccio con la mollica molto compatta e non troppo asciutta - e tagliando la mollica in dadini regolari e piuttosto piccoli, direi all’incirca mezzo centimetro di lato.

Prendete una padella anti-aderente, aggiungeteci quattro cucchiai di olio extravergine e portatela sul fuoco e, quando la padella sarà ben calda, unite i dadini di pane, facendoli saltare velocemente e girandoli, in modo che possano dorarsi uniformemente.

Non appena i dadini saranno pronti, travasateli in un piatto, sul quale avrete messo un foglio di carta da cucina o per frittura, in modo che l'olio in eccesso possa essere assorbito.

Bene, tutti qui e potete procedere con l'impiattamento, prendendo per prima cosa i pomodori e, al loro interno, metteteci un cucchiaino dell'emulsione che avete preparato.

Prendete poi la burrata e, usando le mani - vedrete che è la cosa migliore - strappatene dei piccoli pezzi e inseriteli all'interno dei pomodori, in modo che la burrata fuoriesca leggermente, formando una sorta di piccola cupola.

Fate colare un filo di olio extravergine su ogni pomodoro, poi disponeteli sui rispettivi piatti, aggiungendo i crostini di pane e un altro po' di emulsione, che metterete vicino a ciascun pomodoro, più a guarnire che altro.

Aggiungete, se volete, una fogliolina di basilico su ciascun pomodoro poi date un leggero giro di olio extravergine su ciascun piatto e portate in tavola.

Buon appetito.