31 marzo 2016

Susci mediterraneo, con crema di datterini gialli e gocce di peperone rosso



Ricordatevi che il pesce crudo, prima di essere preparato e servito, deve essere abbattuto o congelato (il tempo di abbattimento dipende dalla temperatura e va dalle 9 ore a -40° fino alle 96 a -15°) in modo da eliminare il rischio di contaminazioni da parte di batteri e parassiti, tra i quali il più pericoloso è sicuramente l'Anisakis. Per quanto riguarda gli esercizi commerciali, punti vendita e ristoranti, esiste l'obbligo di informazione al consumatore, come stabilito dal Ministero della Salute.

No, state buoni, non è un errore l'uso della "c" al posto dell'"h", dato che ho volutamente scritto "Susci", per evidenziare la natura mediterranea del piatto, che prendo solo spunto dall'analogo giapponese, reinterpretandolo secondo la nostra cultura (scusate, la parola "cultura" mi è scappata) gastronomica.

E vi dico anche che l'idea non è mia, ma della bravissima e talentuosa Cristina Galliti, mente e cuore del Blog "Poveri, ma belli e buoni", che durante uno dei tanti scambi di idee in occasione di un concorso di cucina, ha indossato, forse inconsapevolmente, le vesti di Musa Ispiratrice, buttando lì, quasi per caso, il termine "Susci" e accedendo in me la fiamma dell'ispirazione.

Bene, dopo aver condiviso con voi come è nata l'idea, torno a bomba sul piatto, dicendovi che il susci è fatto usando i mezzi paccheri come involucro esterno, mentre nel ripieno ho cercato di riprodurre, nei colori, la versione tradizionale del piatto.

30 marzo 2016

Tartare di ombrina e mele al profumo di menta, con guacamole e fiocchi di sale nero



Ricordate che il pesce crudo, prima di essere preparato e servito, deve essere abbattuto o congelato (il tempo di abbattimento dipende dalla temperatura e va dalle 9 ore a -40° fino alle 96 a -15°) in modo da eliminare il rischio di contaminazioni da parte di batteri e parassiti, tra i quali il più pericoloso è sicuramente l'Anisakis. Per quanto riguarda gli esercizi commerciali, punti vendita e ristoranti, esiste l'obbligo di informazione al consumatore, come stabilito dal Ministero della Salute.

Il piatto nasce da un momento di insofferenza domenicale, che mi ha visto vagare freneticamente in cucina, alla ricerca di qualcosa che potesse aprire il classico pranzo domenicale, che a casa mia ancora gioca un ruolo decisamente tradizionale.

Alla fine mi sono ricordato di un filetto di ombrina, che avevo surgelato tempo addietro proprio per poterlo usare a crudo, che ho quindi prontamente tirato fuori da freezer in modo da dargli degna fine.

Con l’ombrina, come da titolo, ci ho fatto una classica tartare, arricchita dalla mela, nella varietà “renetta”, in modo da aver una componente che, al tempo stesso, fosse croccante e leggermente acidula.

25 marzo 2016

L''ajo, ojo e peperoncino' ha freddo e se ne va al mare


Con questa ricetta partecipo al Contest “Chef per un giorno con Olio Clara", organizzato da "Olio Clara" e da Excellence Magazine


Il tema del concorso era la valorizzazione dell'olio extravergine di oliva e, nello specifico, quello eccellente del Consorzio Olio Clara, una bellissima realtà marchigiana, devota ad una produzione totalmente biologica e votata alla protezione di cultivar autoctoni, molti dei quali a rischio estinzione.


Bene, ammetto che non è stato facile pensare ad una ricetta che, da un lato fosse in linea con la mia visione delle cucina, che molti sanno essere smodatamente sperimentale, mentre dall'altro consentisse di riservare all'olio un ruolo di primo attore.

24 marzo 2016

Lasagna ‘disordinata’ acqua e farina, con finto ragù di pesce povero, crema di ceci, piselli croccanti, pomodorini appassiti e crumble di pane alle erbe


Con questa ricetta partecipo al Contest “Chef per un giorno con Olio Clara", organizzato da "Olio Clara" e da Excellence Magazine


Il tema del concorso era la valorizzazione dell'olio extravergine di oliva e, nello specifico, quello notevole del Consorzio Olio Clara, una eccellente realtà marchigiana, dedita ad una produzione biologica e votata alla protezione di cultivar autoctoni, molti dei quali a rischio estinzione.


Visto che il tema era molto sfidante e la valorizzazione e centralità dell’olio non così facile da raggiungere, ho penato non poco, tanto da preparare tre differenti ricette, due peraltro molto simili, rimanendo tuttavia con un senso di incompiuto, quasi che avessi potuto fare di più, senza però riuscirci.