Dopo l’abbuffata natalizia la famiglia chiedeva a gran
voce “qualcosa di leggero” - la famiglia senza di me, ovviamente - motivo per
cui ho pensato che un pesce, in particolare il merluzzo, ritenuto un pesce poco impegnativo, potesse andare più che
bene, soprattutto se cucinato in modo non aggressivo.
Ho quindi scelto una cottura diversa dal solito, a bassa
temperatura - ma non ho utilizzato il Roner,
questa volta - usando come liquido di cottura il tè verde, preparato piuttosto
forte e leggermente salato.
Come dicevo, questa volta ho seguito un approccio più
artigianale per la cottura, facendo scendere la temperatura del tè fino a 75° e
poi immergendovi il merluzzo, coprendo con il coperchio e facendo cuocere per
venti minuti, cosa che alla fine ha portato la temperatura del liquido a circa
60°.
Ad accompagnare il merluzzo, una crema di rape bianche,
insaporita con la colatura di alici e lavorata solamente con olio extravergine
di oliva, e un agrodolce di cipolle, ottenuto facendole cuocere con acqua,
aceto di mele e zucchero di canna, poi frullando il tutto e riducendolo in
casseruola fino ad ottenere una densità piuttosto spinta.