6 dicembre 2016

Praline di scorfano alla puttanesca, con scarola liquida



Ricordate che il pesce crudo, prima di essere preparato e servito, deve essere abbattuto o congelato (il tempo di abbattimento dipende dalla temperatura e va dalle 9 ore a -40° fino alle 96 a -15°) in modo da eliminare il rischio di contaminazioni da parte di batteri e parassiti, tra i quali il più pericoloso è sicuramente l'Anisakis. Per quanto riguarda gli esercizi commerciali, punti vendita e ristoranti, esiste l'obbligo di informazione al consumatore, come stabilito dal Ministero della Salute.

Lo scorfano è un pesce tanto poco bello a vedersi, quanto saporito nelle sue carni e, tutte le volte che lo prendo, per farci ricette diverse, ne tengo sempre un pochino da parte, per fare qualche esperimento usandolo a crudo, che come oramai avrete intuito è il mio modo preferito per consumare il pesce.

La base del piatto sono quindi delle palline di scorfano crudo, condito con olio extravergine di oliva, sale marino, semi di coriandolo macinati e un poco di scorza di limone, a dare un minimo di freschezza ad un sapore, quello delle carni dello scorfano, piuttosto deciso.

La pralinatura, ben croccate, l’ho invece fatta con un crumble di pane ‘alla puttanesca’,
tritando, insieme alla mollica del pane, gli ingredienti tipici della ricetta - pomodoro, capperi, olive, acciughe, aglio e prezzemolo - e poi tostando il tutto in padella con un filo d’olio, con la sola eccezione del prezzemolo, aggiunto invece al momento dell’impiattamento per evitare che la tostatura lo bruciasse e lo rendesse amaro.

5 dicembre 2016

Spaghetti con crema di pomodori disidratati, burrata, olio al basilico e croccante di pane all’aglio e basilico



Adoro il pomodoro, soprattutto quando è preparato in modo da accentuarne ancor di più il sapore, come ad esempio accade con una disidratazione in forno, che eliminando l’acqua, crea un concentrato sorprendente di sapore.

Questa volta, partendo appunto dal pomodoro lavorato come appena detto, ho pensato ad un primo, affiancando al meraviglioso frutto la burrata, che con la sua consistenza cremosa ben si adatta ad essere aggiunta alla salsa, sciogliendosi al suo interno.

A profumare il piatto, poi, un olio al basilico, ottenuto frullando le foglie con l’olio e poi filtrando il tutto, ottenendo un composto piuttosto denso e ricco di profumi, che ho aggiunto durante la mantecatura della pasta.

Infine, a dare croccantezza, un croccante di pane profumato con aglio e, di nuovo, l’olio al basilico (vi darò delle quantità in abbondanza, visto che più di tanto non si può scendere senza pregiudicare la sua lavorazione, tenendo in ogni caso presente che l’olio si conserverà tranquillamente per un paio di settimane).

In definitiva, quindi, un piatto di impronta decisamente mediterranea, facile da preparare, anche se non velocemente, dato che la preparazione dei pomodori richiederà qualche ora.

Concludo con una nota sulle quantità, dicendovi che per la burrata quella riportata fa riferimento alla sola parte interna, quella cremosa e filante, mentre per i pomodori il peso da prendere in considerazione è quello della crema, dopo quindi che questi saranno stati lavorati, per cui considerate la quantità indicata per i pomodori come indicativa, considerando che ogni varietà ha la sua resa.

Ingredienti (per 4 persone)

Per la pasta
  1. Tre etti e venti di spaghetti
  2. Due etti e ottanta di burrata (vedi sopra e dopo)
  3. Due etti di crema di pomodori (vedi dopo)
  4. Sale marino grosso
  5. Pepe nero
Per la crema di pomodori
  1. Un chilo e mezzo di pomodori rossi e maturi (vedi sopra)
  2. Un cucchiaino di sale marino
  3. Mezzo cucchiaino di zucchero semolato (opzionale)
  4. Quattro cucchiai di olio extravergine d'oliva
  5. Pepe nero
Per l’olio al basilico
  1. Trenta foglie di basilico
  2. Cento grammi di olio extravergine di oliva
  3. Qualche grano di sale grosso
Per il croccante di pane
  1. Ottanta grammi di mollica di pane
  2. Uno spicchio d’aglio
  3. Due cucchiai dell’olio al basilico

Partite con la preparazione dell'olio al basilico, volendo anche il giorno prima, cosa che consentirà un migliore connubio tra i profumi del basilico e quelli dell’olio.

Mettete quindi le foglie di basilico - mi raccomando, non lavatele o, se proprio volete farlo, asciugatele alla perfezione - nel bicchiere del frullatore, tradizionale o a immersione, aggiungendo l'olio extravergine e quattro grani di sale grosso.

Fate andare alla massima velocità fino a ridurre il tutto in un composto piuttosto denso, quasi cremoso (se così non fosse, aggiungete altro basilico, mentre se il tutto risultasse troppo denso, aggiungete ancora olio), ma al tempo stesso il più fluido possibile, e di un verde scuro e intenso.

Mi raccomando, fate lavorare bene il frullatore, in modo da ottenere un composto simile al classico pesto, quindi filtrate il tutto usando un colino a maglie molto fitte, in modo da raccogliere l’olio in una ciotolina - vedrete che qualche piccolo residuo comunque passerà tra le maglie - lasciando i residui di basilico nel colino.

Mettete l’olio in luogo fresco e preparate - lo potete fare con lo stesso anticipo - la crema di pomodori, portando quasi a bollore abbondante acqua e tuffandoci i pomodori, giusto per un minuto.

Trascorso il minuto - mi raccomando, non di più - scolate i pomodori e immergeteli in acqua fredda, in modo che la loro buccia tenda a scollarsi dalla polpa.

Scolate definitivamente i pomodori, toglietene la buccia, che vedrete verrà via con molta facilità, quindi tagliateli a metà, eliminando infine i semi e la parte acquosa interna.

Prendete una teglia, metteteci sul fondo un foglio di carta da forno e poi disponete i pomodori, con la parte tagliata rivolta verso il basso, in modo che la loro acqua interna possa colar via, piuttosto che ristagnare al loro interno, cosa che avverrebbe se li metteste al contrario.

Salate leggermente i pomodori e, se volete e se, assaggiandoli, li doveste sentire un po’ troppo acidi, aggiungete anche un poco di zucchero semolato, che agirà da correttore.

Mi raccomando, non abbiate fretta e non alzate la temperatura, dato che i pomodori devono disidratarsi e non cuocersi, e 70° è la giusta temperatura per far evaporare l'acqua in modo non traumatico, senza che questi perdano la loro consistenza.

Quando i pomodori sono ben disidratati, toglieteli dal forno, fateli freddare e poi metteteli nel bicchiere del frullatore, tradizionale o a immersione, aggiungendo i quattro cucchiai di olio extravergine.

Fate andare il frullatore alla massima velocità, lavorando per bene i pomodori fino a quanto avrete ottenuto una consistenza quasi cremosa, ma piuttosto ferma, anche se non perfettamente fluida, dato che l’aspetto finale dovrà essere simile a quello di una passata di pomodoro rustica.

Assaggiate, regolando nel caso di sale, date anche un leggera macinata di pepe nero, quindi un’ultima frullata e infine travasate la crema in una ciotola.

Nel caso vi doveste accorgere che, dopo un po’ di tempo, la crema rilasci dell’acqua in superficie, segno che la disidratazione dei pomodori non è stata completa, non vi preoccupate, dato che sarà sufficiente travasare la crema in un colino a maglie molto fitte, lasciandocela fino a quando tutta l’acqua residua non sia colata via.

Ora è il momento del croccante di pane, meglio scegliendone uno del giorno prima, che abbia una mollica ben compatta, eliminandone la crosta e pesando poi la mollica alla quantità indicata.

Mettete la mollica nel mixer e fatelo andare alla massima velocità, fino a quando la mollica non si sarà ridotta in briciole più piccole, ma comunque ben chiaramente identificabili (per capirci, non dovete ottenere del pane grattugiato).

Sbucciate lo spicchio d’aglio, tagliatelo a metà nel verso della lunghezza e, con le due parti tagliate, strofinate energicamente il fondo di un padellino, meglio se anti-aderente, in modo che parte dell’aglio crei una sorta di patina sul fondo.

Unite nel padellino due cucchiai dell’olio al basilico che avete preparato, poi portatelo sul fuoco e, quando l’olio sarà ben caldo, unite la mollica di pane, facendola saltare, girandola quasi in continuazione in modo che tutte le briciole possano sentire il calore.

Quando la mollica è diventata ben croccante - ci dovrebbero volere circa quattro o cinque minuti - travasatela in un piatto, sul quale avrete messo un paio di fogli di carta da cucina, in modo che possa stare ben distesa, facilitando l'evaporazione della poca umidità residua e, al contempo, perdere l’olio in eccesso grazie al potere assorbente della carta.

Mettete sul fuoco l’acqua per la pasta - che sia abbondante, mi raccomando -  salandola (io la salo sempre subito, più che altro per evitare di scordarmi di farlo dopo) e, quando è a bollore, tuffateci gli spaghetti, facendoli cuocere e mantenendoli bene al dente.

Nel frattempo prendete una padella molto ampia, tale da poter contenere la pasta per la mantecatura finale, e metteteci quattro cucchiai dell’olio al basilico e la crema di pomodori, pesata alla quantità indicata.

Portate la padella sul fuoco, a fiamma bassa, in modo che il condimento sia caldo quando vi unirete la pasta, aggiungendo anche una generosa macinata di pepe nero.

Preparate anche la burrata, prendendo la sua parte cremosa, pesandola alla quantità indicata e mettendone due etti e quaranta in una ciotola, in modo da averla sotto mano quando vi servirà, mentre i rimanenti quaranta grammi li terrete da parte, per poi unirli al momento dell’impiattamento.

Quando mancano un paio di minuti alla fine della cottura della pasta, prendete una tazza (ne basta una, dato che c’è anche la crema di pomodori a dare morbidezza) e riempitela con la sua acqua, ricca di amido, che vi servirà per la mantecatura finale.

Un modo alternativo, e direi anche preferibile visto che non vi costringe a mettere da parte l'acqua di cottura è quello di prendere la pasta direttamente dalla sua pentola, usando un forchettone o un mestolo a seconda del formato della pasta, e unirla direttamente nella padella con il condimento. In questo modo avrete a disposizione tutta l'acqua di cottura, senza dover fare considerazione su quanta ve ne serva, con il rischio di sbagliare.

Quando la pasta è ben al dente, scolatela velocemente e, senza perdere tempo ad eliminare completamente l’acqua di cottura, unitela nella padella con il condimento, riportandola sul fuoco, alzando la fiamma e procedendo con la mantecatura, usando l'acqua di cottura messa da parte e aggiungendo anche la burrata.

Mantecate con accuratezza, lasciando che la burrata si sciolga nella pasta e facendo in modo in modo che questa pasta risulti ben cremosa, interrompendo la mantecatura quando vedete che il fondo comincia, per effetto della completa evaporazione dell’acqua residua, a ridursi troppo.

Quando la mantecatura è al punto giusto, spegnete la fiamma e impiattate velocemente, per evitare che la pasta si asciughi, aggiungendo poi la burrata messa da parte direttamente in ciascun piatto, sopra alla pasta, completando infine con il croccante di pane, che distribuirete come se fosse del parmigiano (se lo uniste durante la mantecatura, questo perderebbe del tutto la sua croccantezza).

Guarnite come più vi piace, portate velocemente in tavola e buon appetito.

3 dicembre 2016

Insalata di polpo, olive e pistacchi, con crema di patate dolci al rosmarino



Un piatto simile lo avevo già preparato in questaricetta e, benché perseverare sia diabolico, ho deciso comunque di peccare, muovendomi per variazioni, come peraltro spesso faccio.

Anche questa volta la base del piatto è il polpo, qui usato per preparare un’insalata con olive verdi - gentilmente fornite da un mio amico contadino, per cui di provenienza decisamente artigianale - e pistacchi, usati perché li adoro e perché mi piace sempre avere una nota croccante nei piatti.

Il condimento dell’insalata, al solito, molto semplice, con solo olio extravergine di oliva, sale, un poco di pepe e del prezzemolo tritato.

Ad accompagnare l’insalata, una crema di patate dolci americane al rosmarino (la patata americana, per capirci, è quella che ha la polpa arancione) al rosmarino, anche in questo caso condita solamente con olio extravergine, sale e pepe.

1 dicembre 2016

Omaggio alla Sicilia



Ricordate che il pesce crudo, prima di essere preparato e servito, deve essere abbattuto o congelato (il tempo di abbattimento dipende dalla temperatura e va dalle 9 ore a -40° fino alle 96 a -15°) in modo da eliminare il rischio di contaminazioni da parte di batteri e parassiti, tra i quali il più pericoloso è sicuramente l'Anisakis. Per quanto riguarda gli esercizi commerciali, punti vendita e ristoranti, esiste l'obbligo di informazione al consumatore, come stabilito dal Ministero della Salute.

Titolo forse criptico, ma che rappresenta bene lo spirito del piatto, visto che nella sua preparazione ho utilizzato alcuni ingredienti tipici della meravigliosa regione, come i gamberi rossi di Mazara, le mandorle, i fichi d’India e il finocchietto selvatico.

Il piatto, tanto per cambiare, ruota intorno ad un crudo di gamberi rossi - personalmente ritengo la cottura uno dei peggiori dispetti che si possano fare ai gamberi - dove i gamberi sono avvolti da una sorta di pralinatura di mandorle e accompagnati da una riduzione di fichi d’India, con il finocchietto selvatico che completa il tutto, donando al piatto il suo inconfondibile profumo.

Prima di avvolgerli nelle mandorle, ho condito i gamberi solamente con olio extravergine di oliva, sale marino e un poco di semi di coriandolo macinati.

Infine, più per strizzare l’occhio ai colori, qualche bacca di ribes rosso, che comunque porta con sé quell’acidità necessaria a controbilanciare il gusto pieno e pastoso dei gamberi rossi.