Ricordate che il pesce crudo, prima di essere preparato e
servito, deve essere abbattuto o congelato (il tempo di abbattimento dipende
dalla temperatura e va dalle 9 ore a -40° fino alle 96 a -15°) in modo da eliminare
il rischio di contaminazioni da parte di batteri e parassiti, tra i quali il
più pericoloso è sicuramente l'Anisakis. Per quanto riguarda gli esercizi commerciali, punti
vendita e ristoranti, esiste l'obbligo di informazione al consumatore, come
stabilito dal Ministero della Salute.
Si, lo so, il nome del piatto è quasi una blasfemia, ma
oggi mi sentivo così…
Il richiamo è lontano, marino, ma spero si colga la
similitudine con una delle merende più amate, almeno da noi romani, soprattutto
quando arriva il fico settembrino, piccolo e dolce come solo lui sa essere.
Qui, come potete vedere, della ricetta originale sono
rimasti solo i fichi, mentre il prosciutto l’ho sostituito con il gambero rosso
di Anzio e la pizza con il pane carasau, più sottile e delicato.
Con i gamberi rossi ci ho fatto una tartare,
profumata con la polvere di liquerizia, ricavata grattugiando finemente la sua
radice, poi condita solamente con olio extravergine di oliva, sale marino e
qualche fogliolina di origano fresco, profumatissimo (se non lo trovate, meglio
scegliere un’altra erbetta fresca, piuttosto che sostituirlo con quello secco,
troppo forte nel sapore)
Tutti gli altri ingredienti li ho usati al naturale e,
nello specifico dei fichi, ho lasciato loro la buccia, che a mio avviso è così
parte integrante della loro bontà che ritengo sacrilega la sua eliminazione.
Ricetta velocissima e semplice, quindi, perfetta come
piatto di benvenuto o per accompagnare un aperitivo.