Con questa ricetta partecipo al Contest Pomorosso
d’Autore – In Sugo Veritas, ideato da MySocialRecipe, in collaborazione
con La
Fiammante e Oleificio Fam
Pomodoro e olio extravergine, nella loro semplicità ed essenzialità,
sono una bella sfida per pensare a una ricetta, che li nobiliti, senza
nasconderli dietro a troppi altri ingredienti, relegandoli a ruolo di spalla,
quando invece, almeno da quanto ho inteso io, il concorso ha l’obiettivo di
renderli primi attori.
Per la ricetta ho quindi pensato a un piatto semplice,
del mio territorio e che avesse anche un ruolo particolare nella mia infanzia,
quando appunto la semplicità, e non solo a tavola, la faceva da padrona.
L’arrabbiata, allora, condimento semplice e verace, qui
però scomposto nei sui elementi
principali e abbinato, invece che alla solita pasta, ai ravioli, preparati
solamente con acqua e farina, quest’ultima di tipo 0, dato che un condimento così
minimale avrebbe reso poco appropriata una preparazione classica, con le uova.
Il ripieno dei ravioli è liquido, fatto solamente di passata di pomodoro e olio
extravergine, senza gli altri elementi tipici dell’arrabbiata che, come vi
dicevo, giocano un ruolo diverso.
I ravioli, dopo la loro classica cottura in acqua, li ho
fatti saltare in padella, solo dal
lato della base e con un filo d’olio extravergine, in modo da renderli in parte
croccanti, in modo da creare un contrasto con la morbidezza del loro ripieno.
Con l’aglio ho preparato invece una crema, ingentilendo
prima gli spicchi con la classica serie
di bolliture in acqua, in modo da mantenerne il sapore, ma non quella
persistenza eccessiva, che a molti infastidisce, e poi lavorandola solamente
con olio extravergine di oliva e un pizzico di sale.

